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Pagani Automobili spa : Leonardo Pagani
7 ottobre 2011
COMPLEANNO: 8 giugno
RUOLO IN AZIENDA: Assistente alla Direzione e Designer
ISCRITTO AL GRUPPO DAL: 2010

Federico Saetti, Alessandro Baklagis e Alessandro Baschieri intervistano Leonardo Pagani di Pagani Automobili S.p.A.
Leonardo ci riceve nella sala di ingresso della sua azienda, un vero e proprio mini-showroom in cui si possono ammirare alcune delle creazioni nate dall’attenzione per i dettagli propria dello spirito Pagani: dalle auto, ad una moto passando addirittura per uno stereo!

Raccontaci qualcosa di te.
Mi chiamo Leonardo, ho 24 anni e ho frequentato l’istituto F. Corni il prima di intraprendere un diploma di 2 anni in “design dell’automobile” alla scuola modenese ISSAM (ndr. Istituto Superiore di Scienza dell'Automobile di Modena), di eccellenza internazionale pur non essendo per nulla pubblicizzata, soprattutto qui in zona.
In azienda, più che avere una mansione precisa, posso definirmi un lavoratore a progetto: sono una sorta di jolly sempre all’erta, pronto a coadiuvare il lavoro dei vari reparti in base alle criticità che si presentano di volta in volta. Vado quindi dal sostegno alla preparazione delle fiere, alla creazione e produzione di accessori di design!
Uno dei progetti più stimolanti, ma anche uno dei più complessi e lunghi, che mi è stato affidato e che attualmente è ancora in corso è relativo al design funzionale della nuova sede che ospiterà presto la produzione della nuova Huayra: mi sento molto responsabilizzato poiché dalle mie indicazioni dipende il grado di efficienza di utilizzo dello spazio dell’intera unità produttiva e la valutazione e l’eliminazione di eventuali colli di bottiglia nel futuro assemblaggio del prodotto.
Descrivi la tua azienda
Tranquillo, la domanda non è poi così fuori luogo: sostanzialmente fabbrichiamo prodotti artigianali di lusso che soddisfano i “capricci dei clienti”; potremmo essere considerati una sorta di oreficeria ad alta tecnologia!
La filosofia che sta tutt’ora alla base di ogni macchina prodotta è ancora quella originale imposta da mio padre sin dagli inizi, nel ’95: per poter offrire un prodotto diverso rispetto ai blasonati marchi storici della zona è necessaria una attentissima cura per i dettagli.
Questa caratteristica, figlia di una visione assai ampia nell’approccio al progetto - Horacio Pagani possiede infatti un’ottima perizia sia come meccanico, che come disegnatore e progettista - si concretizza in una finitura pressoché perfetta dei nostri prodotti, definibili quasi come tanti pezzi unici.
L’attenzione maniacale si esprime su due livelli, uno puramente estetico ed uno tecnologico, che ci portano all’ottimizzazione ingegneristica dei singoli componenti in termini di leggerezza e resistenza. Un approccio di questo tipo è possibile grazie ad una dimensione aziendale che permette ancora il controllo diretto su tutte le fasi del progetto: siamo 50 persone, tutte interne, 8 o 9 delle quali dedicate al disegno dell’intera macchina.
Possiamo contare su un’alta fidelizzazione del personale unita ad un’età media molto giovane: questo si traduce in collaboratori addestrati, capaci e con un’attitudine al lavoro molto flessibile e creativa!
Come vedi il tuo ruolo e la tua azienda tra 5 anni
Ovviamente sempre in crescita: lo scopo è quello di dare continuità all'azienda, cercando di completare il passaggio generazionale.
L'obiettivo della nostra azienda nei prossimi cinque anni è quello di assumere sempre più una dimensione industriale, sia dal punto di vista organizzativo che dimensionale. Per questo stiamo facendo investimenti importanti in risorse umane e tecnologie, per accrescere la nostra potenzialità di produzione e rimanere all'avanguardia per soddisfare le mutevoli esigenze del mercato.
Puntiamo a rafforzare e ad accrescere il nostro posizionamento nei mercati italiano e francese in particolare, e a penetrare maggiormente in quello tedesco.
Il mercato, da parte sua, non ha tardato a riconoscere l’eccellenza dei nostri prodotti: dai record su pista al Nurburgring e a TopGear alla folta partecipazione ai nostri raduni, dal valore delle macchine sul mercato dell’usato (per alcuni modelli addirittura superiore a quello di acquisto) all’elezione a “Miglior marchio italiano di automotive di lusso in Cina” e al fatto che per le strade di Hong Kong si trovino più Pagani che altre supercar di premium brand di fama mondiale.

Toglici una curiosità: parlando di customizzazione sartoriale delle vostre auto, qual’è la richiesta più stravagante che vi hanno fatto?
Un paio di anni fa un cliente ci chiese di realizzare un abbinamento molto particolare, che all’inizio fece storcere il naso un po’ a tutti noi: carrozzeria esterna in carbonio a vista ed interni in vera pelle di struzzo, tinta di giallo... Devo però aggiungere che il risultato è stato una vera sorpresa e che quell’auto sprigiona una fortissima personalità!
Cosa cambierà in 5 anni?
Mi vedo ancora coinvolto continuamente in sempre nuovi progetti. Questo modo di lavorare mi sta già fruttando - e continuerà a fruttarmi - l’acquisizione di esperienza nei vari aspetti della gestione del prodotto e, più in generale, in quella dell’intera azienda. A livello di marchio, di sicuro aumenterà ulteriormente il nostro impegno nel campo del design in materiale composito, anche al di fuori del settore automobilistico. Una delle basi che favoriranno l’allargamento del nostro campo d’azione è ad esempio il brevetto che abbiamo appena depositato per un innovativo materiale composto da vetro e carbonio, che ci aspettiamo porti soddisfazioni nel settore dell’arredamento. E’ nostra intenzione impegnarci anche nella realizzazione di una linea di oggettistica.
Per quello che riguarda il campo automotive continueremo con la produzione e lo sviluppo della Huayra, che nel lasso temporale indicato subirà anche un restyling, già adesso in fase di design visti i tempi di progetto della macchina, durati ben 7 anni!

Quale consideri la tua più grande soddisfazione da quando sei entrato in azienda?
Spero stia per arrivare: mi riferisco al progetto della nuova sede, che mi sta veramente occupando molto in termini di tempo e responsabilità! Comunque rappresentano per me motivo di orgoglio tutti gli oggetti prodotti ai quali ho contribuito direttamente come designer.